Sassi di Paglia

Queste non sono poesie, non sono racconti, sono solo appunti di percorso.
Un percorso nato di ora in ora tra le sponde di un fiume, a pesca.
Sì a pesca!
Tutto iniziò un giorno nel pensare a mio padre.

A lui piaceva molto la pesca ma…
non ha mai fatto la licenza, addirittura,
non è mai andato a pesca!
Però gli piaceva l’idea, ma non l’ha mai fatto.

Allora io ho detto, anche a me piace la pesca,
voglio farlo adesso a ridosso dei miei cinquanta anni,
se non lo faccio adesso non lo faccio più
e mi rimane un sogno come quello di mio padre,
nel cassetto,
è morto e non ha mai preso un pesce.
Poco male!

Quando torno a casa a volte dico” I pesci sono salvi”,
ma non lo è il mio cuore.

In questi anni ho scoperto che
non vado a pesca per catturare pesci ma idee.
È l’unico momento in cui mi siedo e penso.
Avrei voluto dire siedo tranquillo, ma non posso,
è difficile con una vita come la mia.
Un lavoro che richiede continuo esborso di idee,
una famiglia difficile,
una passione, quella per il teatro.
Le idee servono a getto continuo e allora io preparo,
canne, valigetta per gli attrezzi,
passo pure del tempo a sistemare gli ami, i galleggianti, i piombi.

È il preludio alle idee che mi faranno catturare,
ma lo faccio perché mi serve, è vitale,
l’ho capito dopo cinque anni che passo su questo bordo del fiume
e dove a volte poso la mia attrezzatura e passeggio di sasso in sasso.

Un giorno il mio sguardo si è posato su uno di loro,
l’ho preso in mano, l’ho osservato era splendido,
nessun pittore astratto avrebbe potuto fare di meglio,
solo Dio essendo di per se entità astratta,
ma io il giorno dopo ne ho fatto un letto!
C’è chi dei sassi ne ha fatto un letto di fiume,
io ne ho fatto un letto… per le anime.